EF Education-EasyPost, Alex Baudin: “Nel gruppo, molti cominciano a stufarsi di essere schiacciati da Pogačar, uccide la gara e la suspense”

"È bello misurarsi con i più forti - ha aggiunto il francese - Ma in questo caso si tratta di prendere botte ogni fine settimana. Quando lui è alla partenza, si sa già cosa succederà"

Alex Baudin rivela che i corridori iniziano a manifestare un po’ di insofferenza verso il dominio di Tadej Pogačar e della UAE Team Emirates XRG. Con la formazione emiratina che quest’anno si è portata a casa ben 95 vittorie, 18 delle quali solo del fenomeno sloveno (alle quali si aggiungono le due ottenute a Mondiali ed Europei con la maglia della nazionale), al resto delle squadre e dei ciclisti resta ben poco (soprattutto nelle gare più importanti), in particolare per quei team che hanno un budget nemmeno lontanamente paragonabile a quello della compagine mediorientale. Come la EF Education-EasyPost, squadra del 24enne francese, che in questa stagione si è ritrovato spesso a dover fronteggiare il campione del mondo, provando senza successo a trovare un modo per batterlo.

“Quest’anno, purtroppo, il mio programma è stato molto simile a quello di Pogačar – ha dichiarato Baudin in un’intervista a Dicodusport – E, anche senza essere pessimisti, altrimenti non si parte, si sa benissimo cosa succederà nel finale. È due spanne sopra a tutti. Nel gruppo, molti cominciano a stufarsi di essere schiacciati. È vero, è bello per il ciclismo in televisione vedere attacchi a 100 chilometri dall’arrivo. Ma uccide anche la suspense. Pogačar uccide un po’ la gara. Ogni volta che c’è lui, tutti corrono per il secondo posto“.

Per me è bello misurarsi con i più forti: bisogna confrontarsi al massimo livello per migliorare. Ma in questo caso si tratta di prendere botte ogni fine settimana“, ha riconosciuto il 24enne, che alla fine non ha quindi neppure modo di misurarsi con lo sloveno: “È un livello che non puoi nemmeno sperare di raggiungere un giorno. Il divario è così enorme che alla fine diventa un po’ triste. Quando lui è alla partenza, si sa già cosa succederà”.

Anche provando tattiche diverse, il risultato non cambia, anche perché Pogačar è sostenuto da uno squadrone: “L’unica soluzione è anticipare, perché quando attacca è impossibile stargli dietro. Ci ho provato diverse volte, al Delfinato o al GP di Montréal, ma la UAE Team Emirates si è messa in azione prima di quanto pensassi. Ha la squadra migliore intorno a sé e tutti i suoi compagni sarebbero in grado di vincere le gare. Quindi, inevitabilmente, questo uccide tutto“.

“Ma credo che le cose possano cambiare – ha aggiunto fiducioso Baudin – Prima o poi arriverà un giorno in cui non sarà più così forte. Ormai influenza anche i briefing: durante il Tour de France, la prima domanda era se voleva vincere la tappa. Tutti si adattano di conseguenza. Questo ha davvero trasformato il ciclismo negli ultimi anni. Ma è chiaro che sarebbe più divertente se non ci fosse una squadra così dominante“.

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